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Ricerca a cura di “Department of Translational Medicine University of Rome «Tor Vergata» e dell’Università di Roma “Foro Italico”

Prof. G.V. Frajese University of Rome «Foro Italico»
Prof. R Bei University of Rome «Tor Vergata»
D.ssa M. Benvenuto University of Rome «Tor Vergata»
D.ssa E. Ambrosin, principal investigator
Dr. Ivan Dus – Research Advisor 

Gli esperimenti sono stati svolti presso i laboratori  del dipartimento di medicina dell’Università di Tor Vergata

Risultati

(Articoli in corso di pubblicazione)

Abbiamo osservato importanti effetti antitumorali in vitro in 3 diverse linee di cellule del tumore del seno umane (MCF-7, MDA-MB-453, TUBO), con diversi meccanismi molecolari.

L’Acqua Ionizzata (AI), ha inibito in modo significativo la crescita delle cellule cancerogene già alla 24ma ora e ha mantenuto l’effetto dopo 48 e 72 ore, confermando il potenziale effetto nel tempo, correlato probabilmente alla ripetuta esposizione delle cellule all’ambiente riducente (ORP negativo) e ad alto contenuto di idrogeno molecolare H2 dell’acqua ionizzata

Questo risultato è stato ottenuto mediante «sulforhodamine B assay» (procedura standard nel test preliminare del cancro, già impiegata nel nostro test preliminare nel 2014), in grado di misurare la velocità di crescita delle cellule, con e senza trattamento. Questi sono dati molto importanti in quanto non ci sono studi precedenti in letteratura del sulforhodamine B assay e l’uso di AI.
In aggiunta possiamo confermare questi dati ottenuti con il metodo Trypan Blue Essey, che si focalizza sulle percentuali di cellule morte. (Metodo già impiegato dal Tsai et al. 2009)

L’effetto biologico evidenziato non è in funzione del pH dell’acqua in quanto la stessa è stata bafferizzata a pH 7 – 7.4 all’inizio del test. L’effetto è quindi in funzione delle proprietà riduttive dell’ AI ( ORP neg.) e del contenuto in H2 libero, confermato dai campioni di cellule trattate con AI con ORP -450 mV e H2 800 ppb e acqua auto-clavata di confronto, (ORP positivo e H2 = 0).

Abbiamo anche osservato una diminuzione della sopravvivenza delle cellule dopo esposizione prolungata (72 ore) in acqua auto-clavata. Questo effetto è dovuto al contenuto specifico di ioni (mg, K) e probabilmente dalla presenza di nanoparticelle di platino che intervengono nel meccanismo di apoptosi come suggerito dalla letteratura recente (Shirahata et al. 2012).

La Morte Cellulare è confermata dall’analisi del contenuto di DNA, che indica l’effetto dell’ AI sul promuovere il meccanismo di apoptosi (morte programmata) e la distribuzione del ciclo cellulare. Ulteriori studi potranno confermare l’indizione della apoptosi e capire i percorsi molecolari che modulano l’effetto dell’Acqua ionizzata ( Western Blotting su proteina apoptotica e soppressore tumorale p53).